Monday, June 1, 2026

Il Giardiniere - (Parte - 7)

Parte 7.
Ancora un po' e il sole avrebbe iniziato a tramontare. Le gocce di fiume sulla pelle del Giardiniere si erano ormai completamente asciugate. Dada non si muoveva di un millimetro. Stordita da questa nuova scoperta, con gli occhi sgranati e quasi col fiato sospeso, osservava il Giardiniere, che non si era accorto di nulla, mentre si rivestiva con i suoi stracci. Calatosi il cappello a tesa larga fin quasi sul naso, si incamminò lungo la riva del fiume verso casa.
La ragazza, rimasta perplessa, pensò al Giardiniere per tutta la notte. Non lo aveva mai osservato davvero prima di allora; come aveva potuto farsi sfuggire il fatto che avesse un corpo così atletico, senza rendersene conto fino ad ora? Poi ricordò la prima volta che lo aveva visto. Quando era arrivato al loro cortile, era uno spettacolo terribile a vedersi. Debilitato dalla fame e dalla stanchezza, avvolto in stracci sporchi e laceri, mentre si appoggiava a un bastone somigliava più a un vecchio che a un giovane. Anche la seconda volta che lo vide da vicino non riuscì a guardarlo per bene, poiché piangeva a dirotto mentre puliva il viso insanguinato del Giardiniere disteso a terra. E la terza volta, quando gli aveva regalato la cioccolata, nemmeno allora lo aveva guardato come si deve; fissava soltanto con pietà la ferita ancora gonfia sul suo volto. Il Giardiniere, intanto, era come un uomo invisibile. Si aggirava come uno spettro tra i filari del giardino, lavorando rannicchiato, senza mai raddrizzare la schiena.
Se Zeki fosse stato al posto di Dada, avrebbe sicuramente pensato che il Giardiniere fosse un infiltrato. Dopotutto, chi mai farebbe il lavoro di un vecchio quando potrebbe guadagnare più soldi e passare a un altro impiego? Avrebbe potuto sistemarsi capelli e barba, vestendosi in modo decoroso e pulito, proprio come facevano i servi di qui. Il Padrone regalava loro vestiti più che sufficienti a ogni stagione. Dotato lui stesso di un gusto impeccabile, raramente indossava la stessa cosa due volte. Frequentava spesso saloni e atelier. All'inizio di ogni mese, come ormai era diventata una consuetudine, appariva sfoggiando abiti nuovi. I servi sapevano che ora toccava a loro e si mettevano felicemente in fila per i capi d'abbigliamento cuciti con stile, provando a turno i doni del Padrone.
Da quel giorno in poi, Dada visitava spesso il suo nascondiglio e dipingeva di nascosto il Giardiniere mentre faceva il bagno o si godeva il sole. Un giorno si immerse così tanto nel disegno che si dimenticò del tutto di sorvegliarlo furtivamente e sollevò la testa più in alto, esponendosi. Continuò a dipingere, senza nemmeno accorgersi che il Giardiniere l'aveva notata. È vero, non era poi così vicina, ma una testa umana che spuntava dal ciglio della collina era comunque visibile. Non appena la notò, lui si raggelò all'istante sul posto e guardò con attenzione, come a incrociare lo sguardo con la sua osservatrice.
Dada capì di essere stata notata e si rintanò rapidamente. Per molto tempo non osò nemmeno risollevare la testa. Poi, silenziosamente e con molta cautela, fece capolino ancora una volta. Il Giardiniere stava aspettando come teso in un agguato; non si muoveva di un millimetro, fissando intensamente il punto esatto in cui poco prima aveva notato l'osservatrice. Dada si rintanò di nuovo. Era ormai tempo di allontanarsi da quel luogo. Scivolò giù dalla collina senza nemmeno mettersi in piedi. Poi balzò su e si mise a correre lungo il sentiero. Il Giardiniere decise immediatamente di scoprire chi lo stesse spiando; risalì lungo la sponda della cascata, si arrampicò da un lato completamente diverso e si diresse verso il ciglio della collina dove aveva avvistato l'osservatrice.
Non c'era nessuno ad attenderlo, e ormai non si aspettava più che ci fosse qualcuno. Si sdraiò sulla collina e guardò giù lui stesso, proprio come era stato spiato poco prima. La zona della cascata appariva affascinante da quassù. Per un po' si godette la bellezza della natura, poi si girò a pancia in su e iniziò a fissare il cielo. Si mise le mani sotto la testa; qualcosa scricchiolò e un oggetto simile a carta gli finì tra le mani. Era l'involucro dorato della cioccolata. Si tirò su e perlustrò con cura i dintorni, e quando il suo sguardo colse anche i trucioli di matita, il Giardiniere sorrise.
Il giorno dopo, il Giardiniere cominciò ad aggirarsi vicino a Dada. La ragazza si godeva il profumo e i colori dei fiori, fingendo di non notarlo nemmeno. Anche lui si comportava allo stesso modo, avvicinandosi di spalle a Dada quatto quatto mentre annaffiava i fiori, e sussurrando — più che altro per farsi sentire dalla ragazza: "Avete sete, bellezze mie? Prima placherò la vostra sete, e poi anch'io andrò a tuffarmi nella mia cascata." Per Dada questa fu un'informazione più che sufficiente. Sorrise tra sé, si incamminò lentamente verso casa e si preparò per la spedizione sul prato. Ora doveva stare molto più attenta. Aveva bisogno di rintanarsi meglio per non farsi notare e lavorare da lì.
Si appostò appena poco lontano dal suo posto abituale. Era persino meglio; il bagnante sarebbe stato perfettamente visibile anche da qui. "Probabilmente non si è reso conto davvero di essere spiato, altrimenti non sarebbe più tornato, no?" Pensava Dada tra sé e, rassicurata, si preparò a disegnare. Era convinta che il Giardiniere non avesse notato proprio nulla. Magari aveva pensato che fosse stata solo una sua impressione; avrebbe sicuramente controllato quel punto sulla collina da dove Dada stava disegnando, senza trovarvi nessuno, e quindi il che significava che l'osservatrice non esisteva affatto.
Dada sorrideva e aspettava col fiato sospeso il momento in cui il Giardiniere avrebbe nuotato nella pozza. Il Giardiniere fece un po' tardi. Appena arrivato si mise subito a nuotare, ma questa volta non si spogliò completamente come al solito, perché sapeva già di non essere solo. Si tuffò profondamente una o due volte, riemerse e si fermò di fronte alla collina. Dada si rintanò. Aspettava immobile che lo sciacquio dell'acqua le segnalasse che il Giardiniere si era rituffato nella pozza, ma improvvisamente udì la voce risonante del Giardiniere:
- Dada, vuoi che ti insegni a nuotare?
LEX · Martedì 2 febbraio 2016

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