Saturday, June 6, 2026

Il Giardiniere - (Parte - 37)

 
Parte 37.
/Fine/
Il rumore nel cortile aumentò notevolmente. Al rumore seguirono degli spari. Spuntato dalla botola della cantina, il Padrone riuscì solo a scorgere qualcuno che portava via Dada di corsa.
Secondo il piano di Ugo, Dada doveva essere rapita dalla camera da letto, poiché lui era l'unico a conoscere la strada; aveva voluto compiere lui stesso quest'azione, sebbene nessuno lo avrebbe lasciato andare da solo, e due zingari erano stati assegnati in precedenza per seguirlo.
Ugo riuscì a lasciare uno zingaro al piano di sotto e a ucciderlo al suo ritorno. Quanto al secondo, gli tagliò la gola non appena entrarono nella camera da letto di Dada, al piano di sopra.
Il Padrone li inseguì correndo. Ugo portò Dada all'uomo dagli occhi pericolosi. L'uomo era fuori di sé dalla gioia; fece appena in tempo a sorridere che un proiettile, sparato dalla mano di Ugo, gli trapassò la fronte.
Il Padrone li raggiunse proprio mentre Ugo prendeva tra le braccia Dada, priva di sensi. Per un istante i loro sguardi si incrociarono, entrambi avevano le armi puntate l'uno contro l'altro, eppure nessuno dei due aveva fretta di sparare.
L'istante sembrò trasformarsi in un'eternità.
Dalla parte della casa si udirono il ruggito di Zeki e il rumore degli spari.
Ugo iniziò lentamente ad arretrare. Il Padrone sostò con lo sguardo per un altro istante. Poi voltò rapidamente le spalle e si precipitò nella casa in fiamme per aiutare Zeki.
 
***
Per molto, moltissimo tempo, Dada non riuscì a riprendere conoscenza. La storia si ripeté.
Assistette ancora una volta al saccheggio e alla distruzione della sua famiglia.
Di nuovo le grida, di nuovo gli spari, di nuovo l'incendio.
Di nuovo un salvatore apparso all'improvviso e la fuga nella notte verso un luogo lontano.
Queste due vicende differivano l'una dall'altra solo per tempo e luogo; tutto il resto si svolse esattamente nello stesso modo.
Nella sua memoria riemerse la tragedia dell'infanzia, che un tempo lei stessa aveva nascosto nel profondo della mente e dimenticato, al punto da non ricordarsene mai più.
O forse, in realtà, non ricordava più nulla.
Era anche sorprendente come Dada non trovasse mai nulla di strano, abituandosi facilmente a tutto e a tutti.
Forse è per questo che, così semplicemente, fin dal primo momento accettò il Padrone e considerò felici gli anni trascorsi con lui da allora.
Inconsapevolmente, aveva maturato l'idea che ogni nuovo giorno fosse l'inizio di una nuova vita e che ciò che era accaduto fosse ormai passato, custodito dal tempo trascorso.
La storia si ripeté ancora una volta.
Fu salvata di nuovo.
Ancora una volta, si rifugiò nel bosco.
Doveva ricominciare la vita da capo.
Non voleva nemmeno più guardare verso la vecchia tenuta e alla fine dimenticò quel luogo.
Le rovine della casa rimasta erano state divorate dal muschio. Il podere, un tempo bellissimo e poi bruciato dall'incendio, fu venduto a stento dopo anni di abbandono e rovina. La tenuta era stata acquistata a pochissimo prezzo da un vecchio storpio e solitario, che l'aveva poi donata a un monastero. Con questo, tutte le storie e i ricordi di quel luogo caddero nell'oblio.
Dada viveva in un'altra località, in una regione completamente diversa, in una casetta piccola e graziosa. Né la tenuta né la casa erano imponenti come quella in cui viveva con il Padrone, ma tutto era arredato in modo bello e ordinato. Alcuni dei figli somigliavano a Dada, altri a Ugo. Dada era felice. Gioiva della felicità della sua famiglia.
Un giorno, un vecchio mendicante avvolto in stracci si presentò al cortile. Dada si gelò sul posto.
Il cuore le mancò. La storia si stava ripetendo di nuovo.
In quella zona c'erano pochi abitanti e non erano certo ricchi, quindi i mendicanti non visitavano mai quei posti.
Il vecchio chiese ai bambini solo dell'acqua. Rifiutò il cibo e si incamminò con un passo estremamente lento e vacillante. Aveva terribili difficoltà a camminare; appoggiandosi con un lato a un bastone, trascinava a stento l'altra gamba.
Dada si avvicinò al vecchio. Pensò che forse i bambini non gli avessero offerto del pane come si deve. Il vecchio mendicante aveva già raggiunto la strada. Al cancello giaceva la sacca del mendicante. Dada fu molto turbata. Pensò che il pover'uomo l'avesse dimenticata e come avrebbe potuto avvisarlo? Così decise di raggiungerlo per restituirgliela, ma il vecchio stava già svanendo dalla vista. Dada afferrò la sacca, ma con sua grande sorpresa non riuscì a smuoverla. Inavvertitamente, la borsa si aprì.
Alla luce del sole, dei lingotti d'oro brillarono in modo abbagliante.
LEX. Sabato, 26 marzo 2016.

No comments:

Post a Comment