Monday, June 1, 2026

Il Giardiniere - (Parte - 5)

 
Parte 5.
Il Padrone cercava di rallegrare Dada in qualche modo. Erano già passate diverse settimane, ma Dada aveva ancora perso ogni senso di gioia e di felicità. Se ne stava rannicchiata per conto suo, toccando a stento il cibo. Non voleva più dipingere né le andava di passeggiare nel giardino. Tutti erano stupiti; nessuno aveva mai visto una reazione così forte da parte di Dada, e questa vicenda fece riflettere il Padrone ancora di più.
"E se Dada avesse assistito a tutto?
 Avesse visto con i propri occhi come le hanno sterminato la famiglia...
E se... magari...?"
E la cosa più triste era que anche Zeke pensava la stessa identica cosa. E se l'esistenza stessa di Dada rappresentasse un pericolo per loro, e..?
No, però... se il Padrone glielo avesse ordinato, Zeki le avrebbe sgozzato la gola in un istante senza nemmeno battere ciglio, ma...
Zeki andava in giro imbronciato. A volte ringhiava persino contro il Padrone, ma il Padrone lo esortava a mantenere la calma. Zeki osservò attentamente anche il giardiniere, ma non riuscì a riconoscere in lui un rivale; eppure, c'era qualcosa in quell'uomo che non gli piaceva, anche se non riusciva a spiegarsi cosa fosse, nemmeno a se stesso.
Il giardiniere invece non aveva quasi contatti con nessuno; raramente si sentiva la sua voce bassa e sommessa. Anche se si dimenticavano di consegnargli la sua razione giornaliera, non diceva una parola né disturbava nessuno, andandosene a dormire sottomesso senza cena. Era passato più di un anno da quando lavorava lì, eppure nessuno sapeva ancora chi fosse o da dove venisse. Non raccontava nulla di sé. Persino alle domande che gli venivano poste, si difendeva con risposte il più brevi possibile e cercava di allontanarsi in tempo, affinché non gli facessero un'altra domanda.
Nessuno prestava attenzione a questo comportamento e alle azioni del giardiniere. "È un poveruomo", dicevano, e provavano persino compassione per lui. Sostituirono i suoi abiti logori e ridotti in stracci con degli indumenti usati. Il giardiniere era contento della sua nuova vita და trascorreva intere giornate lavorando diligentemente nel giardino.
Il Padrone decise di dedicare il fine settimana interamente a Dada e le propose una passeggiata in città. Sebbene a Dada la città non piacesse particolarmente, non rifiutò comunque. Il rumore e il trambusto della città irritavano terribilmente Dada, ma entrare in un negozio di articoli d'arte e acquistare nuovi pennelli, colori e altri oggetti la rallegrò moltissimo; in seguito, il negozio di dolciumi le sollevò completamente il morale. Dada avrebbe potuto mangiare cioccolato all'infinito e senza limiti, ma il medico le aveva prescritto una dose giornaliera, e lei la controllava già da sola, senza chiedere mai di più.
Ciò che interessava meno a Dada era il negozio di abbigliamento. Non pensava affatto a vestirsi anche solo un po' più da donna. Le sue coetanee si erano sposate già da un pezzo e avevano persino fatto in tempo ad avere figli, eppure Dada rimaneva sempre quella stessa bambina, come se non potesse rassegnarsi a rinunciare alla sua infanzia.
Non appena entrarono nel cortile, i servi vennero incontro a loro, presero gli acquisti e li portarono di corsa verso la camera di Dada. Dada non aveva fretta di entrare in casa; si guardava intorno nel suo giardino come se stesse cercando qualcuno. In lontananza, sotto un grande vecchio albero nell'angolo del giardino, scorse il giardiniere seduto lì e le si mozzò il fiato. Fu assalita dall'euforia, non sapeva più se andare verso il giardiniere o proseguire verso casa. Il Padrone intuì subito tutto. Le prese il braccio e la condusse verso il giardiniere.
Il giardiniere sedeva all'ombra dell'albero, intagliando piccoli pioli di legno e raccogliendo i trucioli nel grembo affinché non si disperdessero a terra. Al vederli, strinse il grembo con la mano e fece per alzarsi, ma il Padrone lo fermò, facendogli cenno con la mano di rimanere seduto.
La cicatrice non ancora rimarginata era vistosamente evidente sul suo viso. La linea, che deviava di poco dall'occhio, attraversava la guancia, squarciando il bordo del naso და sia il labbro superiore che quello inferiore. Nemmeno la barba incolta riusciva a nascondere la ferita.
Dada lo guardava con compassione e desiderava tanto chiedergli scusa, guardando ora il Padrone, ora il giardiniere. Poi, d'un tratto le venne un'idea; aprì la borsa, tirò fuori una confezione dei suoi cioccolatini preferiti e la lasciò cadere nel grembo del giardiniere.
Il giardiniere rimase spiazzato. Ma il Padrone lo anticipò, affinché non rifiutasse: "Prendilo, mangialo, mostrale quanto ti piace!" Questo suonò quasi come un ordine, così il giardiniere obbedì. Ne aprì uno; anche se non gli fosse piaciuto, avrebbe comunque dovuto dire quanto fosse delizioso, eppure assaggiò qualcosa di veramente squisito, და si vide sul suo viso. Sorrise a Dada e le disse a bassa voce: "Non ho mai assaggiato una cosa così deliziosa in tutta la mia vita..."
Dada toccò il cielo con un dito dalla gioia. Il Padrone invece le disse: "Ecco, vedi? Gli è piaciuto ed è felice. Ora occupiamoci delle nostre cose, perché lo sai che qui né noi né nessun altro sta con le mani in mano; ognuno ha il proprio lavoro da fare!" Dada sorrise ancora una volta al giardiniere e, insieme al Padrone, si incamminò verso casa.
LEX · Domenica, 31 gennaio 2016

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